Perché gestire le ferie?

Avv. Carlo A. Galli – CCNL dirigenti aziende industriali – accordo di rinnovo del 30luglio 2019: le nuove disposizioni in materia di ferie.

 

Come noto, con accordo del 30 luglio 2019, è stato rinnovato il contratto collettivo dei dirigenti di aziende industriali.

Tra le diverse novità, le modificazioni apportate al comma 4 dell’art. 7, in materia di fruizione delle ferie, con riferimento specifico alla parte eccedente la misura minima irrinunciabile stabilita dalla stessa norma.

Più precisamente, qualora il dirigente decida di non utilizzare (anche parzialmente) tale periodo “eccedente” entro i 24 mesi successivi all’anno di maturazione, la fruizione non potrà più essere richiesta, sempre che vi sia stato un espresso invito in tal senso da parte del datore di lavoro, accompagnato dall’avvertimento che il periodo di ferie non godute non potrà essere sostituito dalla relativa indennità. In assenza del menzionato invito, in luogo del periodo di ferie non goduto, verrà corrisposta, entro il mese successivo alla scadenza dei 24 mesi, una indennità pari alla retribuzione spettante.

Viene quindi ribadito il principio dell’irrinunciabilità del diritto, di rango costituzionale, alle ferie (cfr. in materia anche il D. Lgs. 66/2003 oltre all’art. 2109 cod. civ.) e sostanzialmente recepito l’orientamento espresso da alcune pronunzie di Cassazione (fra le varie, cfr. Cass. 10 ottobre 2017, n. 23697).

Le modifiche mirano pertanto a rafforzare la garanzia di effettivo godimento delle ferie da parte del dirigente.

 

Dr.ssa Deborah Palma – Il punto di vista della Direzione Risorse Umane.

 

La non gestione delle ferie, ovvero la mancata pianificazione, porta nella mia esperienza a incomprensioni, malcontento e successivi bruschi inevitabili interventi unilaterali. La non gestione cela dietro all’inconsapevole leggerezza delle parti retropensieri anacronistici per i lavoratori: ”le ferie non godute mi verranno pagate e così ci guadagno”, “se chiedo le ferie che mi spettano sembro un lavativo”, “non guadagno abbastanza per andare in vacanza” e lato datore di lavoro: “non posso imporre di andare in ferie e quando” per poi accorgersi di avere un macigno pesante in bilancio e/o uffici a pieno regime quando non sarebbe necessario e sguarniti nei picchi o periodi caldi. Anche la direzione HR ha il suo punto di svolta da compiere: la gestione delle ferie non può essere relegata a tema puramente amministrativo per dedicarsi a temi di maggior fascino (spesso autoreferenziali), al contrario la buona pianificazione del tema ferie è un tema gestionale, di people management, organizzativo e anche di concreto welfare. Questo concetto è alla base e la direzione HR dovrebbe farsi carico non solo della gestione amministrativa ma del tema comunicazione che sottende, rendendo partecipi la direzione aziendale e i capi intermedi del cambiamento. Il tempo giusto per iniziare a lavorare in azienda al piano ferie dell’anno successivo ritengo sia il mese di settembre, per avere il tempo di analizzare la situazione dei residui, l’andamento del goduto e pensare ad un calendario che vada incontro alle esigenze produttive, commerciali e di servizio dell’azienda e a quelle dei lavoratori. In conclusione, nonostante gli iniziali scossoni, con una sana comunicazione l’HR che si occupa del tema ferie con un approccio evoluto fa il suo mestiere: mette al riparo l’imprenditore da rischi di varia natura e crea benessere lavorativo all’organizzazione e alle persone.